Il mio romanzo “La vita ritrovata”

Copertina del romanzo La vita ritrovata. Una storia di cambiamento, un giallo con risvolti introspettivi e poetici

Una storia di cambiamento, un giallo con risvolti introspettivi e poetici.

Giorgio nasce e si forma in un ambiente borghese-conservatore a Roma, dove la vita e la società sono rigidamente in bianco e nero, i ruoli sono stereotipati e immodificabili. In questo ambiente diviene un uomo di successo, stimato e ammirato, anche se con il passare degli anni alcuni dubbi cominciano ad affiorare nella sua testa.

Solo, però, quando viene a sapere “casualmente” da Roberto, un vecchio compagno dell’Università, che Giovanna, una loro amica di quei tempi, si è suicidata undici anni prima, ne prende veramente coscienza. Quel suicidio potrebbe essere la conferma dei suoi dubbi; qualcosa, infatti, lo porta a pensare che, in qualche modo, lui possa esservi coinvolto.

Inizia così un viaggio a ritroso nel tempo per capire cosa sia veramente successo a Giovanna, con la quale aveva avuto una relazione, che lui pensava solo fisica e superficiale. 

Intraprende, quindi, una vera e propria indagine, che lo porta fino a Grenoble, dove Giovanna lavorava come ricercatrice presso l’Institut Polytechnique e dove si erano incontrati l’ultima volta nel maggio del 1991. Incontra lì Helmut, un collega di Giovanna, che lo aiuta nelle ricerche e gli parla della vita della donna a Grenoble. Dai racconti di Helmut, Giorgio viene a sapere di avere avuto un figlio da Giovanna e a questo punto non può più tornare indietro: deve proseguire con l’indagine.

Tornato a Roma riesce ad entrare in possesso delle agende di Giovanna, miracolosamente ritrovate nell’archivio del suo ex datore di lavoro, Amilcare detto Carlo, un faccendiere di faccende poco limpide, che lo aveva introdotto nell’ambiente melmoso delle ingerenze dei gruppi industriali e dei potentati economici nell’evoluzione della storia umana, ambiente nel quale fino a quel momento aveva lavorato. Giorgio, seguendo delle enigmatiche indicazioni lasciate da Giovanna sulle agende, ritrova alcuni file criptati in un vecchio PC connesso alla rete del Polytechnique, che lo aiutano a capire come effettivamente erano andate le cose, confermando, purtroppo, i suoi sospetti: Giovanna è stata uccisa come conseguenza di una missione di intralcio alle sue ricerche nel campo dell’energia rinnovabile, iniziata a Lione proprio da lui per conto di Amilcare, inconsapevolmente, perciò, ne era stato la causa scatenante.

Tra i file ritrovati ce n’è uno indirizzato da Giovanna personalmente a lui, nel quale gli dichiara tutto il suo amore e la speranza che un giorno lui potesse essere meno superficiale e capire il vero senso delle cose. Leggendolo, Giorgio prende coscienza dell’anima bella di Giovanna, che lui non era stato in grado riconoscere, e dei motivi che la portarono a dare in adozione Davide, loro figlio. Si rende conto finalmente di aver vissuto una vita non sua, che i condizionamenti dell’ambiente in cui era cresciuto non gli avevano insegnato ad amare, perciò, decide di cambiare radicalmente il suo modo di vedere la vita e le relazioni.

Il viaggio per ritrovare sé stesso porta, parallelamente, la sua vecchia vita in frantumi: si separa dalla moglie Francesca, che, anch’essa vittima dello stesso ambiente, non riesce a capire il nuovo Giorgio, e i suoi tentativi di recuperare almeno il rapporto con la figlia Aurora non sembrano inizialmente dare risultati.

Percorrendo, però, la via segnata da Giovanna, va alla ricerca di Davide, che decide di vegliare segretamente per non sconvolgerne la vita, e riesce a recuperare il rapporto con la figlia.

I momenti salienti si svolgono davanti ad un tramonto sul mare dove inizialmente decide di scrivere la sua storia, riesce finalmente ad abbracciare la figlia ed infine, con un finale inatteso, incontra la speranza di un nuovo amore, visto come l’ultimo regalo di Giovanna.

Sullo sfondo la Roma degli anni ottanta-novanta, una struggente storia d’amore ‘inespressa’ e un brutto intrigo di interessi legati al business del petrolio.

Scelte stilistiche e lessicali

Il libro è scritto in prima persona per avvicinarsi maggiormente e intimamente al lettore, che vive e sente i pensieri e le sensazioni di Giorgio accompagnandolo nel suo viaggio verso ‘la vita ritrovata’.

Il linguaggio è volutamente senza troppi filtri, nel tentativo di rimanere più aderente alla realtà di quegli ambienti e di quegli anni.

A chi è rivolto

Il romanzo è rivolto ad un lettore interessato allo scorrere del tempo, all’approfondimento dei vari aspetti della vita delle persone, alla percezione dei loro sentimenti e della consapevolezza delle conseguenze delle loro scelte, ai condizionamenti dell’ambiente in cui sono cresciuti e vivono.

È in vendita in tutte le librerie oppure online.

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Pubblicato da Domenico Barone

Ingegnere nato in Venezuela da genitori calabresi, cresciuto a Roma e maturato in Umbria. È stato docente di elettronica e telecomunicazioni, ora progetta sistemi informatici.